Il nome di S.Andrea del Garigliano compare per la prima volta nella storia di Montecassino nell'anno 846, in occasione di una irruzione di Saraceni, che dopo aver battuto l'esercito franco, nel dirigersi verso la pianura, bruciarono la "cella" di
S.Andrea. Non esisteva, quindi, un centro abitato vero e proprio, ma una "cella",cioè una dipendenza di
Montecassino, con qualche monaco per custodirla. Tuttavia vi era certamente, fin da quel tempo, popolazione sparsa per la coltivazione dei campi, che alla "cella" faceva capo come a centro amministrativo e religioso.
Nel 961, scomparso definitivamente il pericolo saraceno, troviamo la chiesa elencata assieme a varie altre della regione, come dipendente da
Montecassino, in un diploma dei principi di Capua Landolfo II e Pandolfo I.
Secondo una tradizione locale, ancora viva sul posto, la primitiva chiesa era in località "Villa di
S.Andrea", nominata come tale in più di un documento, situata su di una collinetta più bassa di quella dove sorge l'attuale paese e ad un chilometro almeno a levante del medesimo. Fu dopo il guasto saraceno che la chiesa sarebbe stata trasferita nel luogo divenuto in seguito il
"Castrum
S.Andreae".
Negli atti di visita canonica, fin dai primi anni del Cinquecento, troviamo, invece, nominata la chiesa di
S.Benedetto, sotto il governo di un arciprete, assistito da un chierico, con l'espressa precisazione che si trattava della chiesa del luogo.
"Visitavimus ecclesiam S.Benedicti de dicto castro" e con tale qualifica la troviamo ricordata anche nelle visite degli anni successivi.
Solo nel 1546 si fa menzione per la prima volta, anche, della chiesa di S.Maria delle Grazie.
La chiesa di S.Maria, a differenza di quella di S.Benedetto, originariamente era fuori del paese (oggi del centro storico) e, pure come chiesa esterna, è nominata a partire dal 1555, quella di
S.Sebastiano.
Presso la chiesa di S.Maria vi era pure un ospizio, una specie di ospedale per i poveri.
Questa chiesa, secondo l'inventario del 1696, risultava situata nel luogo detto "Lo
Peschito" ed aveva copertura a tetto nella navata e a cupola nel presbiterio. Si trattava di una caratteristica cupola ottagonale che dopo la guerra è stata ricostruita con sufficiente fedeltà. Detta chiesa misura attualmente nella navata, 7.57 metri di larghezza (7.67 metri presso l'ingresso principale) e 18.30 metri di lunghezza, cui si deve aggiungere il settore della cupola, largo 8.09 metri e profondo 4.22 metri, nonché il presbiterio vero e proprio, 8.12 metri largo e 5.51 metri profondo. Il pavimento della navata era "a letti
d'astrico", come quello della cupola di Mautoni. Non si conosceva l'anno di fondazione e, dal fatto che aveva sulle pareti delle croci dipinte, se ne deduceva che doveva essere stata consacrata. Vi era un solo altare volto a oriente e, tuttora, un solo altare è rimasto nel medesimo punto.
Sulla parete di fondo, dietro l'altare, vi era un'ancona con cornici dorate, recante le immagini della Madonna delle Grazie col Bambino, di San Benedetto e S.Andrea Apostolo. La Madonna e il Bambino avevano corone d'argento. Questo quadro era di Marco
Mazzaroppi, come risulta da un registro di introiti ed esiti della chiesa suddetta. Troviamo, infatti, in esso tra il 1599 e il 1604, diversi pagamenti fatti al Mazzaroppi e al suo aiuto Marco
Nauriata, per questa ancona, per l'ammontare complessivo, a parte taluni risarcimenti di spese, di novanta ducati, corrispondenti sicuramente a diversi milioni attuali. E' una cifra cospicua che mostra come il nostro pittore si facesse remunerare adeguatamente. Purtroppo, dopo la guerra, di questo lavoro non rimane più traccia.
Non è, infine, inutile notare, sulla base di un sopralluogo fatto nel 1946; quando la chiesa suddetta era allo scoperto a causa della distruzione subita dalla guerra, che a 9 metri dall'arco del presbiterio si notava nettissimo il segno di un ampliamento in lunghezza, della navata. L'arco del presbiterio, a pieno centro recava al sommo la data 1591. Nel settore più antico della navata erano visibili strette finestre oblunghe ostruite con muratura, nonché tracce di pitture. Anche sulla parete frontale del presbiterio si notavano pitture riferibili al secolo
XVI. Non si sa se la data 1591 vada posta in relazione con i restauri effettuati in detta epoca e con l'ampliamento in lunghezza della navata.
L'arte del nostro tempo è adesso presente in questa chiesa con un affresco del pittore Giovanni
Bizzoni, occupante tutta la parete retrostante l'altare, nel quale sono rappresentati, procedendo da sinistra verso destra,
S.Michele, S.Andrea, S.Benedetto e S.Sebastiano; sullo sfondo, a sinistra si intravede il paese attuale, a destra
Montecassino.
Di tutte queste chiese, oggi, è rimasta solamente quella dedicata a S.Maria delle Grazie, che, come si è detto, un tempo era nettamente fuori del paese. La sua importanza, poi, con l'ampliamento dell'edificazione, è andata sempre aumentando tanto da dare i nomi alle attuali Borgata S.Maria e Largo
S.Maria.
Tutte le notizie sopra riportate trovano riscontro negli archivi storici di
Montecassino.
Per quanto concerne, invece, la devozione e, quindi, la festa in onore della Vergine Maria SS. delle Grazie le notizie che si hanno si sono tramandate, per lo più, attraverso la tradizione orale.
Quello che, certamente, si può ritenere è che se la chiesa di S.Maria delle Grazie viene menzionata per la prima volta nel 1546, già da questo periodo veniva in qualche modo festeggiata la Madonna che dava il nome alla chiesa stessa.
Le persone più anziane del paese ricordano che la festa in onore della Madonna delle Grazie si svolgeva sempre nella seconda parte dell'estate, nella prima domenica di agosto e, a volte, anche a settembre.
Ma perché in questo periodo e non il 2 luglio, giorno in cui il calendario liturgico della chiesa venera la Vergine SS. con il titolo di Madonna delle Grazie?
Sempre i più anziani, ci spiegano che già prima della seconda guerra mondiale, la festa si organizzava con i fondi ricavati dalla vendita dei prodotti della terra (grano, granoturco e cereali in genere) che le famiglie generosamente offrivano ai "questuanti". La raccolta condizionava, quindi, la data e la qualità della festa.
Da oltre 30 anni, però, la data della festa si è stabilizzata nella prima domenica di agosto. Il tenore di vita delle famiglie ha consentito alle stesse di poter offrire denari e non più prodotti agricoli; inoltre, gli emigranti fortemente devoti alla Madonna delle Grazie, hanno richiesto anch'essi la celebrazione di questa festa all'inizio del mese di agosto, perché coincidendo con il loro periodo di ferie, permette agli stessi di essere presenti alla manifestazione religiosa e civile.
Questa festa in onore della Madonna delle Grazie, la più importante, la più sentita e più voluta dai
santandreani, vede ogni anno una grande partecipazione delle famiglie, accompagnata da una altrettanto grande manifestazione di fede.
Una settimana prima della data stabilita per la festa, la statua della Madonna viene accompagnata per le varie contrade della campagna. Commovente è l'incontro con la gente. Altrettanto emozionante è la processione del sabato sera per le vie del centro fino al momento dell'incoronazione della statua sul palco, posto nella piazza principale.
I festeggiamenti continuano la domenica con una messa solenne in chiesa ed un'altra processione per le vie del centro storico. La sera, lo spettacolo musicale ed i fuochi pirotecnici, incorniciano degnamente tutta la manifestazione.
La Curia di Montecassino, da cui dipende la Parrocchia di questo paese, da qualche anno sta sollecitando lo spostamento della celebrazione religiosa al 2 luglio: i cittadini di
S.Andrea, fortemente attaccati alle tradizioni, non sono però, ancora del tutto d'accordo. Per quest'anno 2001, comunque, la festa si terrà, come sempre, la prima domenica di agosto.
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